martedì 14 ottobre 2014

Il Verbo poeta quotidiano è..

Chiamata inattesa

Squilla il telefono. Rispondo all' istante,
perchè leggo - Papa - sull' id chiamante.
Cosa possa volere anche oggi che è festa,
non so immaginarlo nella mia testa.
Parte già male, nell' esordire,
perchè "Oh mio Signore" non mi sento dire.
Essendo il Supremo, non faccio il sottile
e soprassiedo, alla caduta di stile.
"Vai al dunque e dimmi perchè,
tu mi disturbi anche all'ora del te?"
Con tono angosciato,urla "Sono affamati!"
e io gli rispondo "Mi servon più dati".
"Non c'è più bottarga!"dice a voce strozzata
"..e per il Brunello non è buona annata".
Temporeggio un momento per far mente locale
e poi lo confermo "effettivamente va male..
la questione richiede uno studio assai attento,
ma io ho proprio da fare, per il momento.
Ho il corso di yoga alle sette
e subito dopo il torneo di freccette.
Ma prendo l'appunto e ci penserò bene
a come alleviare, le vostre pene.
Ora scusa se chiudo, ma la linea è contesa,
San Pietro chiamava e l' ho messo in attesa.
Come puoi ben vedere non son neanche trino,
perchè insistete a chiamar me Divino?
La storiella di Dio - che toglie i peccati -
è già tanto che gira, non vi siete stufati?
Chiedete all' astrologo, leggete le carte,
ma non vi affidate a chi non ha nè arte nè parte.
Cambiare registro!è questo il consiglio,
visto che al più io tiro fuori un coniglio".

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